Marche: per Confindustria il 2010 sarà un anno molto difficile per l’economia della Regione
Gli industriali delle Marche prevedono un 2010 "ancora molto difficile per l'economia regionale", nel corso del quale "molti nodi per le aziende verranno al pettine". E' quanto emerge dal documento 'L'industria: crescita e futuro delle Marche', che contiene le proposte della Confindustria regionale per la legislatura 2010-2015.
Le previsioni parlano di "nuove opportunita' di ripresa e di recupero produttivo e commerciale", che saranno "comunque stimolate dal lento riavvio della domanda interna ed internazionale per quelle imprese che saranno in grado di coglierle".
"Altre imprese invece - continua il documento degli industriali -, che non sapranno o non potranno intercettare le potenzialita' via via emergenti, soprattutto sui mercati esteri, vedranno probabilmente acuirsi difficolta' finanziarie, produttive e conseguentemente occupazionali".
Confindustria Marche parla di situazioni "particolarmente critiche" nel piceno e nel fabrianese, aree che sono state colpite per prime dalla crisi ed auspica che gli accordi di programma attivati con il governo per risolvere quelle urgenze siano da promuovere in tutte "le aree con forte criticita', coinvolgendo gli imprenditori e le forze economiche e sociali nelle scelte di rilancio dell'economia e dei territori".
Per agganciare la ripresa, gli industriali marchigiani dicono che "sara' indispensabile", anche per le imprese della regione, "recuperare tutti i margini di Competitivita' sui costi, efficienza produttiva e crescita della produttivita', incrementare la capacita' di innovazione di prodotti e processi, avere risorse umane qualificate e risorse finanziarie adeguate per affrontare le nuove sfide e cogliere le opportunita' di una ripresa del commercio mondiale".
Nel documento 'L'industria: crescita e futuro delle Marche', presentato oggi ai tre candidati alla presidenza della Regione Marche, la Confindustria regionale evidenzia il ruolo "fondamentale" del sistema creditizio, perche' le imprese abbiano liquidita', "condizione imprescindibile per la stessa sopravvivenza, soprattutto per le piccole imprese, che soffrono particolarmente per l'attuale situazione di difficoltà di accesso al credito".
Il rilancio, pero', passa anche dalla soluzione del problema del ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione, "particolarmente sentito da alcuni settori, a partire da quello delle costruzioni, per quanto riguarda i lavori pubblici eseguiti". Secondo gli industriali, "le istituzioni dovranno accompagnare gli sforzi delle imprese ridando loro ossigeno per una corsa che si presenta ancora difficile ed in salita".
Da qui la richiesta di "contenere il piu' possibile i costi che gravano sulle imprese", a cominciare dall'Irap, e sul lavoro" e di "fare leva sui fattori di sviluppo per il sistema produttivo, sia su quelli interni che su quelli esterni all'impresa". "Ora piu' che mai - spiega nel documento Confindustria Marche - servono politiche di sviluppo integrate fra i vari livelli di governo (innanzitutto Stato e Regioni), anche per affrontare la crisi ancora in atto in modo sinergico e complementare".
Di fronte ai tre candidati alla guida della Regione nella legislatura 2010-2015, gli industriali parlano di "grandi responsabilita'" che incombono sugli amministratori regionali: "Servono ancora misure ed interventi per affrontare le emergenze in atto, soprattutto sul fronte del lavoro, ma e' necessario puntare con decisione al rilancio del sistema economico, con una politica di attacco, coerente e condivisa".
"Il nuovo governo regionale - si legge ancora nel documento - che uscira' dalle prossime elezioni dovra' porre al centro della sua attivita' il settore industriale, che sta pagando il prezzo piu' alto della crisi, ma che rimane il motore per la ripresa dell'economia".
18 / 03 / 2010
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